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I valori del DNA restano fermi. I criteri che li traducono in decisioni sono ipotesi: possono essere sbagliati, e il sistema deve poterlo scoprire. Il Decision Log è lo strumento con cui lo scopre. Si apre nel workshop Dal Prototipo al Protocollo, insieme al Protocollo Strategico, e vive nella Decision Memory della Memory Architecture.

Struttura di una voce

L’effetto atteso si scrive prima della decisione: senza quel termine di confronto, l’effetto osservato non permette di correggere il criterio. Le posizioni di minoranza emerse nella delibera restano visibili accanto alla voce.

La revisione

Alla data di revisione il Circolo confronta effetto atteso ed effetto osservato. Il criterio viene confermato, rivisto o ritirato. L’Audit della Memoria trimestrale verifica che nessuna revisione sia rimasta indietro. I criteri nuovi si provano con esperimenti progettati per poter fallire senza danni.

Classificazione delle derive

Il Guardian legge le derive anche attraverso il Decision Log. Ogni deriva riceve una classe, con la regola che l’ha prodotta: La classe “apprendimento” permette a un’identità di restare coerente senza irrigidirsi: le etichette dei valori restano, il modo di tradurle in decisioni impara dall’esperienza.

Le metriche che ne derivano

  • Brand Coherence Index: ogni trimestre si estrae un campione di decisioni dal Decision Log; due valutatori indipendenti le collocano nella Matrice Comportamentale. L’indice è la quota di decisioni che entrambi collocano come Ammesse, riportata insieme al grado di accordo tra i valutatori: se l’accordo è basso, va prima rivista la matrice.
  • Learning Velocity: criteri rivisti nel trimestre, con effetto atteso e osservato confrontati.

Fonti canoniche: specula-bos/docs/05_memory-architecture.md · specula-method/docs/method-overview.md · specula-framework/schemas/decision_log.schema.json