Obiettivo
Configurare lo Specula Agent con il DNA del brand e testare la qualità del suo supporto decisionale su decisioni reali già prese. L’Agent non decide: segnala coerenza e drift, con motivazione.Quando si usa
Alla fine del percorso, quando tutti gli artefatti sono validati. Ripetibile quando il DNA o il Protocollo vengono aggiornati in modo sostanziale.Partecipanti e ruoli
Il Circolo di Sintesi. Sessione tecnica: richiede accesso al sistema e una figura in grado di modificare prompt e memoria dell’Agent in sessione.Preparazione
- Gli artefatti da caricare: Speculative Brand DNA, Refusal Register (prime voci), Strategic Protocol, scenari divergenti di riferimento.
- Cinque decisioni reali affrontate dall’organizzazione negli ultimi sei mesi, documentate con il contesto che c’era al momento della scelta.
- Ambiente di test dell’Agent separato da quello operativo.
Svolgimento
1 · Caricamento (30 min): Il Brand Alchemist carica nella memoria dell’Agent i quattro artefatti. Ogni caricamento viene verificato con una domanda di controllo (“quali sono le red lines?”). 2 · Test su casi reali (60 min): Il team presenta all’Agent le cinque decisioni reali. Per ciascuna si valuta:- l’Agent avrebbe segnalato coerenza o drift?
- con quale motivazione?
Criteri di riuscita
- L’Agent motiva ogni segnalazione risalendo a un valore, una red line o un criterio del Protocollo: mai “non è in linea col brand” senza riferimento.
- Almeno una divergenza è stata analizzata fino alla causa (errore di configurazione o drift reale).
- La prompt architecture è documentata: un terzo potrebbe ricostruire la configurazione.
Errori comuni
- Testare l’Agent su casi ipotetici invece che su decisioni reali già prese: solo il confronto con la storia rivela la qualità del giudizio.
- Trattare ogni divergenza come errore dell’Agent: a volte ha ragione lui.
- Renderlo operativo senza approvazione formale del Circolo.

